Racconti | Cracovia 2011


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Cracovia 26/08/2011 - Quinto giorno
Beerring Krakow (Della necessità di cazzeggiare)


Dopo la visita veloce e casuale alla meravigliosa cattedrale in stile gotico che si trova nella solita piazza del mercato proprio a 100 metri dal nostro albergo e la cui imponente presenza abbiamo sempre fatto finta di non notare e una mediocre cioccolata calda al peperoncino (che di piccante non aveva niente), attendo che le ragazze prendano il loro taxi verso l'aeroporto, non senza un certo senso di dispiacere per la loro anticipata partenza, per iniziare quella che per me sarà un'altra vacanza.

Nonostante la loro partenza sia per me penosa perchè si è instaurato un certo feeling, decido infatti di continuare la mia vacanza in modo indipendente, dedicandomi alla perlustrazione solitaria armata di telefono da appunti e col proposito di riservare questi ultimi giorni alla ricerca di nuove storie e di nuove idee e soprattutto a me stessa. La distanza da casa, il senso di leggerezza e libertà del potermi spostare in modo autonomo con la mia "Rossella" ed il senso di serenità di cui mi sento invasa facilitano questo proposito e sono (forse eccessivamente) entusiasta del mio nuovo progetto.


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Mi sento come una bambina che, vista la mamma con un gelato, molla il ciuppa ciuppa per correre a prenderlo, ma, mentre corre, vede con la coda dell'occhio il papà arrivare con lo zucchero filato e cambia traiettoria, ma a quel punto ecco il nonno con un grande palloncino a forma di cuore. La bambina ha troppe sollecitazioni una dietro l'altra e non sa dove andare, vorrebbe avere tutto ma, se non prende una decisione immediata e non si accontenta, rischia di rimanere a mani vuote.
E proprio come una bambina mi fermo ad osservare una ragazza che fa le bolle di sapone giganti.


Vedo la bolla venire verso di me e, presa da un momentaneo (si fa per dire) spirito infantile, cammino all'indietro sporgendoni in alto verso di lei, finchè non sento qualcosa di duro e mi accorgo di essere entrata con un piede nel passeggino di un bambino fra lo stupore generale delle persone astanti e le risate divertite dei miei compagni di viaggio. Ci mancavano solo gli applausi, anche perchè, se avessi voluto farlo, non ci sarei mica riuscita. Ci è voluta davvero un'abilità che solo pochi maldestri possiedono. Ho sempre pensato di discendere dagli elefanti e non dalle scimmie e questi episodi sono una riprova di questa convinzione. Per fortuna il bambino schiacciato non piange e la madre è gentile e non mi prende a calci.


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Ecco la mia sensazione di quel momento in quella che ho voluto ribattezzare Craconia, accogliente e calda cittadina della Polacchia.
La freddura sempre più frequente delle mie battute inizia a diventare quasi intollerabile anche a me stessa e gracchia  stridentemente, tanto che le mie orecchie stanno per rifiutarsi di ascoltarmi ancora.
Credo di essere stata contagiata dalla guida della Miniera del Sale che mi perseguita con le sue battute anche nei sogni. Ad esempio, stanotte ho sognato il suo sorriso divertito quando ci ha fatto vedere le statue di sale degli otto nani chiedendoci se immaginassimo il perché non fossero 7.


Il suo ghigno illuminato si è aperto all'improvviso nel sogno colpendomi come uno schiaffo precedendo la divertentissima battuta che i minatori, non potendo tornare in superficie, avevano sostituito Biancaneve con un nano. Sono sicura di avere una personalità disturbata ed una incapacità di comprensione di fondo che mi impediscono di trovare divertente un tale spiritoso anedotto, ma sono certa che si tratti di un limite insito nella mia natura priva della nobile arte dell'ironia.

I ragazzi si assentano tutta la mattina ed il pomeriggio per visitare il museo costruito nella fabbrica di Schindler che dicono essere molto interessante.


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Dopo aver salutato le ragazze, afferro la bicicletta e mi fiondo per la città in cerca di storie.

Pedalo lungo il fiume e decido di salutare i ragazzi che prendono il sole in quella che ho deciso di chiamare La Paillotte cracoviana: uno stabilimento balneare lungo il fiume dalle acque limpide e pure quanto il pozzo nero di mia nonna e dove delle ragazzine mal vestite, cellulitiche e con seni importanti trascorrono i loro ultimi pomeriggi da piacenti biondine in attesa dello sfaldamento precoce delle loro carni, cosa che qui sembra accadere inevitabilmente verso i 30 anni.


Le birre scorrono copiosamente fra risate e commenti alle tradizioni locali finché non decido di tornare in albergo a riprendere forza e coscienza.

La stessa coscienza che sembra non assistermi più tanto quando decido, dopo aver cenato ed abbandonato i ragazzi alle loro avventure e dopo aver voluto tastare il fascino piccantemente vivace del "cane incazzato" o mad dog, di prestare la mia bicicletta ad Andrea l'italiano scroccatetto e dalla memoria di un pesce rosso (citazione) che ha un repertorio di storielle gagliarde che racconta ogni sera cambiando versioni, ambientazioni e personaggi.


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Da menzionare é sicuramente quella del suo presunto flirt con Veronica Lario quando faceva il gondoliere a Venezia o la sua confessione di essere in realtà una spia: un giorno CIA per depistarci, il giorno dopo servizi segreti nostrani e finalmente la versione più plausibile: in realtà il KGB gli fece il lavaggio del cervello e lo mandò, con Batman e Robin, a spiare Paperino e Qui Quo Qua.



 








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