Racconti | Cracovia 2011


Torna all'Home Page



 1   2   3   4   5   6   7 
« Pagina Precedente


.Indietro.

Cracovia 28/08/2011 - Settimo ed ultimo giorno
Mad dog's day (Dell'ultimo giorno e della voglia di rimanere)


Ormai i ritmi delle giornate sono totalmente sfasati. Regna una completa assenza di regole, di orari, di programmi e qualsivoglia altro limite alla nostra sempre più incontrollata smania di assaporare questa città in modo spontaneo e disordinato.
Sento i ragazzi e saliamo in groppa a quello che dopo questo viaggio diventerà il mio mezzo di locomozione preferito e finiamo nel quartiere ebreo che tanto ci ha affascinati e tanto é stato protagonista inconsapevole del nostro avventurarci per questa città così ricca di spunti variegati.


Photo

Photo

Ci infiliamo nel mercatino domenicale di roba SperoPerLoroUsataMaNonCiMettereiLeManiSulFuoco a cercare cibo. C'è da dire una cosa: l'abbigliamento polacco é un miscuglio spurio fra certi film italiani degli anni 50 e certi film cupi ed ingrigiti sul comunismo. Non si curano di queste piccolezze, sono più concentrati su altre cose e appaiono più felici, rilassati anche se indicibilmente fuori moda per la nostra dimensione ultra fashion continua e compulsiva.
Tuttavia, il premio della giornata di oggi va comunque assegnato e sicuramente alla ragazza che  attende accanto a noi la lunga baguette con formaggi e altre salsette deturpanti tipica di questo strano paese, con la cuffietta e gli occhialini da piscina.


La mia grande capacità osservativa di donna non mi da una mano perché é solo Andrea ad accorgersene e a segnalarcela in preda all'entusiasmo incontrollato per aver vinto la quotidiana gara di individuare il personaggio più meritevole dal punto di vista stilistico e comportamentale.

Questa donna rischia comunque di battere ogni altra sagoma incontrata finora e credo che la domanda del perché una donna vada a pranzare una tranquilla domenica mattina con un'amica sostituendo gli scontati addobbi delle grandi occasioni con gli abituali accessori da piscina rimarrà a lungo un tarlo irrisolto nella mia mente desiderosa di risposte ad un dubbio comportamentale di cotanto interesse scientifico.


Photo

Photo

Forse, dopo lo spuntino, aveva intenzione di farsi un bagnetto rilassante ma soprattutto purificante nelle limpide acque del fiume, oppure, uscita dalla piscina, aveva avuto la grande idea di tenere i trendissimi oggetti per regalarci quel momento di intensa ilarità o anche lei, come i bambini locali, era solita frequentare le fontane dotata di salvagente e maschera e boccaglio in cerca di sollievo alla calura intollerabile.

Fatto é che il premio della giornata le viene aggiudicato senza dubbi o ripensamenti e lascia anche un ampio distacco al Lando Buzzanca polacco che, coi suoi pantaloni celesti, il giacchino elegante e il ghigno di indescrivibile espressività, si ferma in visibilio ad osservare l'allegra marcia della parata militare di un manipolo di obesi e tristi boy scout, e che, col suo sguardo ammaliante, era il favorito alla conquista del primo posto dell'ambito premio. 

Dopo numerose birre e un misero panino pocanzi citato ci dirigiamo verso l'albergo a riposare le membra spossate e finalmente riesco ad aggiornare questo diario. 


Riguardando le foto sul mio letto, mi rendo conto di aver clamorosamente dimenticato, forse in un momento di imperdonabile superficialità, di menzionare la coppia più stravanata del viaggio che qualche giorno fa transitava accanto alla panchina nel parco dove riposavamo dopo lunghe camminate sotto il sole rovente. Come in uno strano sogno si palesano davanti a noi l'uomo più alto del mondo e la donna più bassa del mondo che passeggiano a loro agio. Mi domando: sono amici? e, se si, amici recenti o da una vita? stanno insieme? e, se sì, non è tremendamente difficile fare tante cose come ad esempio il sesso? 


Photo

Ma soprattutto hanno consapevolezza della loro estrema originalità nel presentarsi assieme in un parco dove degli allegri turisti italiani stanno cazzeggiando in un bollente pomeriggio di sole? So esattamente che non sono cavoli miei, ma la mente si pone questi interrogativi di curiosità morbosa pur non volendolo, nonostante te ne importi quanto di sapere quanti cuccioli ha fatto il gatto del tuo collega di lavoro.


Photo

Due ore dopo siamo belli pimpanti e ripartiamo festosi verso il solito quartiere dove abbiamo appuntamento per cena con l'italiano e una polacca da me conosciuta il giorno precedente e che ci pacca clamorosamente seguendo, a detta dell'impiantato in polonia, la piacevole consuetudine femminile delle donne del posto di lasciare ad aspettare per ore gli ignari maschietti senza compiere il sia pur minimo gesto di avvisarli della loro prolungata o il più delle volte totale assenza.
Si ma io sono una donna! Adesso che ci penso forse la sorridente ragazza nutriva un certo interesse per me e mi ha lasciata lì ad invecchiare di 30 anni per farmi provare quello che per i suoi coetanei maschi é normale routine e per alimentare così il mio inesistente interesse nei suoi confronti.


Mi sento tradita nel mio orgoglio di eterosessuale convinta e la lascio, in un eccesso d'ira incontrollata, all'Hugh Grant polacco che é ogni sera allo Zingher totalmente ubriaco e a cui l'alcol ha ormai privato della capacità di ricordare qualsiasi momento del suo passato tanto che ogni sera si ripresenta e sarebbe solo una perdita di tempo, nonché una rottura di palle perché capisce una parola su 1.000, star lì a dirgli di averlo già conosciuto e gli porgi rassegnata (e anche un po' divertita) la mano e ti presenti per l'ennesima volta. Con lui non avrebbe problemi perché ogni giorno potrebbe fargli il pacco ed il giorno dopo non dovrebbe intristirsi inutilmente con noiosi cazzettoni. Anzi il loro rapporto si rinnoverebbe continuamente, ogni giorno sarebbe come il primo.


Alle nove e un minuto ci allontaniamo dal luogo dell'appuntamento, fissato per le nove, e l'italiano ci seguirà solo dopo poco tempo per aggiornare le nostre menti poco abituate ad una mentalità cosmopolita come la sua, sulle sue vicissitudini di girovago perfettamente integrato nella avventurosa quotidianità cracoviana.
Ha un anedotto spiritoso su tutti gli argomenti possibili e, quando si parla di famiglia, dice di averla dovuta abbandonare per la "carriera" e, nostalgico ed anche un po' teatrale, ci racconta dell'incontro di suo padre calzolaio e la madre, sua cliente, a cui il padre aveva fatto le scarpe più grandi per farla tornare una seconda volta.


Photo

Che snocciolata di sdolcinatezza, mi commuovo quasi fino a sentire una versione diversa del loro incontro e anche più mielosa il giorno dopo. La cosa mi mette allegria, anche se talvolta mi stufo un pochino di ascoltare questa rastrellata di immaginazione fervida ed  incontrollata e mollo la presa sfinita.
In compenso mi regala storie continue.


Photo

Non sapevamo ancora, ad esempio, che, nel suo gruppo musicale, ci fossero anche il bassista degli Scorpions, quello dei Doors e anche il chitarrista di David Bowie e che il suo variegato animo d'artista lo avesse portato inevitabilmente anche alla radio. Inoltre c'erano tutti i presupposti per la produzione di un film se solo avesse avuto un po' del suo super impegnato tempo per scrivere la storia che già era impressa nella sua fantasiosa immaginazione. E' talmente convincente nel racconto che decidiamo immediatamente di finanziare il suo progetto che vuole presentare alla televisione polacca e perché no anche a quella nigeriana, paese in cui ha deciso di trasferirsi di lì a poco avendo succhiato ormai ogni soldo ai cordiali e magnanimi polacchi.


Il suo desiderio di trasferirsi in quella nazione ricca di opportunità imprenditoriali deriva da progetti di varia natura e di grande valore businessistico che abbracciano la maggior parte dei campi dove una mente illuminata al pari della sua possa arrivare e che non si limitano al mondo della redditizia fabbrica del cinema nigeriano col suo film dal successo assicurato.

Inoltre ha lasciato il suo cuore in Nigeria quando una delle sue ex dai comportamenti libertini tanto da definirle (parole testuali) "tutte troie", lo ha abbandonato per partire in Svizzera in cerca di qualcuno che, oltre all'amore, potesse garantirle almeno un tetto sotto il quale dormire.


Photo

La sua poesia mi incanta e quasi cedo al suo fascino quando fa apprezzamenti alle mie chiappe e mi dice che una "bottarella" me la darebbe pure, nonostante le italiane non gli piacciano.

Dopo aver salutato gli amici del bar, ci dirigiamo verso il centro e si aggiunge a noi una biondissima siberiana dagli occhi da cerbiatta ed amica del nostro compaesano che ci porta in giro per la città nei locali più nascosti e sotterranei, facendoci vivere sensazioni del tutto genuine di un viaggio che continua a regalarci emozioni uniche.


Photo

Scopriamo così finalmente luoghi caratteristici senza insegne nascosti all'interno di palazzi che solo le persone del luogo conoscono e che le guide non segnalano, la calorosa sensazione di appartarci nei famosi locali scavati nella pietra originati dalla loro esigenza di nascondersi in tempi neanche tanto lontani. La nostra conversazione è molto intensa, parliamo di attualità, problemi sociali in un inglese raffazzonato ma vivace che sembra sgorgare dalle nostre bocche come un getto di moltitudini di accenti sfasati, parole italianizzate e a volte anche sardizzate, un po' di spagnolo, due parole in tedesco, tutte le lingue ma di polacco zero, neanche una parola, manco un "si".


Alla fine beviamo tanti mad dog che finiamo con l'esprimerci con Nina, la ragazza siberiana, persino nella sua lingua. E lei ci capisce...

Nina ci parla della sua voglia di andare via dal suo paese e adesso anche dalla Polonia. Le piacerebbe vivere in Italia. Dell'Italia ricorda soprattutto Berlusconi come tanti qui e non riusciamo a capire perché la pronuncia del nome del nostro esimio Presidente del Consiglio sia sempre accompagnata da un ghigno beffardo. Le faccio notare la grande amicizia fra quest'ultimo e Putin e lei ci accompagna in grosse risate, ma é sorpresa di sentire del grande lettone a lui riservato a Palazzo Grazioli.


Photo

Photo

L'ultima volta che si sono visti lei e Andrea, sette mesi prima, si sono imbucati ad un matrimonio all'insaputa di lei che ha capito tutto solo dallo sguardo smarrito dello sposo nel tentativo di riconoscerlo quando lei è andata, ignara di essere lì a scrocca, a porgergli i suoi più cordiali auguri. Andrea, dal canto suo, aveva tutte le ragioni di questo mondo per trovarsi lì, le disse... Non aveva mai visto un matrimonio polacco ed era curioso.

Brindiamo felici sollevando i nostri bicchierini colorati dal tabasco del cane pazzo e con la strana sensazione di far parte della magia di questa città che domani abbandoneremo con malinconia ma che promettiamo di visitare nuovamente il prima possibile.



 








Facebook fan page

Twitter

Google+

Linkedin

Tumblr

Instagram

Pinterest

Youtube