Racconti | La mia diddina Adry


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La mia diddina Adry


Questo scritto nasce grazie al suggerimento della befana piccola: mia zia. Per ovvie ragioni si capisce di chi é sorella...
Quindi, se qualcuno ha qualche recriminazione, che se la prenda direttamente con lei. Io non sono assolutamente responsabile.
É stata lei, infatti, a chiedermi di scrivere un breve trattato sui suoi difettucci, visto che solo di quelli si parla in questo libricino che ho deciso di donarvi in questo Natale. Poi ho dovuto ampliare la cosa per paura che gli altri si offendessero.

Le vorrei dire, comunque, che "un breve trattato" sarebbe riduttivo per descrivere tutte le sfumature del suo carattere. Solo per elencare tutte le sue paure ci vorrebbero almeno dieci pagine di quadernone scritte in piccolino piccolino.
A partire da ogni animale sulla faccia della terra, con estremi di animaletti minuscoli che non farebbero male ad una mosca. Ah no é vero, lo sono...


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Per poi passare alle situazioni, quelle ingarbugliate, che la terrorizzano. Ha come una sorta di angoscia nell'affrontare le sfide che la vita le riserva, come, ad esempio quella di guidare la macchina, dopo quaranta anni in cui ci vive, ad Olbia.

Altra sua forte caratteristica é la scarsa propensione per le faccende pratiche, che solitamente delega al suo diligentissimo marito. Ancora tutti ricordano i tempi in cui Aurelio, suo figlio, veniva cambiato, lavato e fra un po' anche allattato da mio zio che si era trasformato nel "mammo".
Poi uno si domanda come mai mio cugino é strano...

La befanina é anche carina ma ha ricevuto in dono una brutta caratteristica che, quando si lamenta, non la puoi consolare o dire: "Ma no, non é vero!", senza apparire una sporca bugiarda.
Perché é proprio così: lei ha una scopa al posto dei capelli. Io non ho mai conosciuto nessun altro con una chioma stopposa ed incirdinita così imbarazzante. E' stato divertente vederla arrivare con la nuova allisciatura che le ha fatto cadere stoppe di capelli formando dei buchi "a staffedda" e la nuova frangetta quasi a coprire l'occhialino rosso super trendy.
Io credo che la causa della caduta dei suoi leggiadri capelli sia da imputare al fatto che, ormai stanchi delle torture inflitte loro da acidi alliscianti, continui prodotti rigeneranti, setificanti, ammorbidenti, eccitanti e via dicendo, siano stanchi della vita e si stiano lentamente suicidando.

Da annoverare, tra le tante storielle accadutele, l'episodio forse più divertente fra tutti quelli scritti negli annali della famiglia: il bidet a 50 anni sapientemente eseguito da un omone rumeno che faceva da badante a mio nonno: la perfida Angela.
Edrienn in quel periodo aveva il gesso, per cui in bagno aveva bisogno di aiuto. Peccato che le mani non fossero ingessate e che potesse usarle senza alcun problema. Non fece in tempo a sedersi che questo simpatico omone le infilò la mano nel bidet ed inizio a sciacquettarle la patata.
In due minuti era finito tutto e l'aveva già sollevata e rivestita. Rimase talmente sconvolta da quest'esperienza che non proferì parola per delle ore e soprattutto trattenne i suoi bisogni più corposi finché non si lasciarono, per paura che l'episodio si ripetesse, ed in modo decisamente più invasivo.



 








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